Come un fanciullo, che gioioso e fiero
di aver imparato a camminare,
cade sul prato
smontando la sua autostima per pochi passi falsi,
io dovrò aver la forza,
il coraggio,
la voglia
di rialzarmi.

Sempre ho saputo cosa dire e fare,
come agire…
Ero solo aiutato,
tenuto come un bimbo per mano da un’altra persona,
o solo credevo di esserlo?

Saprò camminare da solo?
Devo riuscirci,
non credo di meritare
una vita da animale strisciante.

Forse però non merito una vita,
o forse mi illudo che la vita sia ciò che
da sempre SOGNO.

L’unica cosa che mi rimane è, forse,
sognare…

Si, avevo un sogno ad occhi aperti,
ma con una secchiata in faccia
sono stato svegliato
per ritrovarmi qui, dal Paradiso
all’Inferno…

Unica colpa?
Mi pongo io stesso questa domanda,
ma senza risposta giungo a dire
che forse, è stato
aver amato, forse…

Come si torna a correre da soli,
se non si han più certezze ne motivazioni?
Potrei scontrarmi con un muro
al primo angolo…
E a quel punto, avrei ancora la voglia
di rialzarmi, leccando le mie ferite,
da solo…da solo?

E’ un turbinio di emozioni…sensazioni…
ma possono tutte essere ricondotte
a una sola parola:
tristezza.